Gramsci ci aiuta ancora

Lettera di un gruppo di intellettuali sulla “crisi italiana”

A partire dagli anni Novanta, Gramsci in Italia è stato forse studiato, quando non rimosso, ma non valorizzato per l’utilità politica che il suo metodo di pensiero, le sue domande e le sue categorie di analisi ancora rivestono. Come si forma un nuovo senso comune? Come reagire allo straordinario processo di passivizzazione che attraversa le società occidentali? Come ripensare il nesso egemonia-democrazia? Come si costruisce il movimento storico sulla base della struttura? Quali sono i termini, oggi, di una riforma intellettuale e morale? Il deficit di cultura gramsciana nel dibattito politico odierno consiste soprattutto nell’aver smesso di porsi tali domande. Non ovunque è così. Ad esempio in America latina queste sono domande ben presenti e vive nel dibattito politico.

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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

Assalto razzista nel cuore di Roma

di Sara Menafra Marina Zenobio

su Il Manifesto del 25/05/2008

Un gruppo a volto coperto devasta tre negozi e pesta un immigrato: «Avete rotto il cazzo. Andatevene». Applausi dalle finestre. Una testimone: «C’erano delle svastiche»

Sono circa le cinque e mezza, quando Sat Paul, indiano, proprietario di un piccolo spaccio nel quartiere Pigneto a Roma, li vede arrivare. La sua bottega è in via Macerata 28, e lui racconta di aver immediatamente riconosciuto almeno il «leader» degli aggressori. Un uomo di quarantanni circa, a bordo di una moto, seguito da un gruppo di ragazzi tra i venti e i venticinque anni, armati di mazze di legno e di un piede di porco. Tutti hanno il volto coperto da un fazzoletto bianco e nero, racconta ad una giornalista del manifesto che arriva sulla scena mentre l’assalto è ancora in corso: «Il capo è un uomo adulto, piuttosto conosciuto nella zona. Si è presentato qui questa mattina, raccontando che qualcuno gli ha rubato il portafogli proprio mentre si trovava qui di fronte. Ha accusato un tunisino che frequenta spesso questo negozio e ha insistito col dire che voleva indietro sia il portamonete sia i cinquecento euro che conteneva».

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Maradona: “Bush assassino, Matarrese mafioso”

Antonio Matarrese? Un mafioso.
Bush? Un assassino.
Pelè? Un uomo senza dignità.
E’ lui, è il solito, inimitabile Diego Armando Maradona che, alla presentazione del film-documentario ‘Maradona by Kusturica‘ spara a zero su tutto e tutti, senza peli sulla lingua, davanti ad un divertito Emir Kusturica e una platea di giornalisti impietriti dalle stilettate del Pibe de Oro, giunto oggi al Festival di Cannes.

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Slava trudy! – Gloria al Lavoro!

di Giuseppe Carroccia

da essere comunisti.it

Quando lessi nel giugno 1987 questa scritta bianca su fondo rosso in un gigantesco cartellone all’ingresso di uno dei giardini più grandi e belli di Leningrado, nel tradurla mentalmente col mio russo molto approssimativo, Gloria al lavoro, provai un senso di ironico disagio.

Provenivo da Mosca, ero in viaggio di nozze nell’Unione Sovietica diretta da Gorbaciov, e poco prima, unico cliente di un Caffè deserto, ci avevo messo un quarto d’ora per riuscire a farmi preparare un tè,( unica bevanda disponibile), da un barista il quale, non so come facesse, riusciva a muoversi al rallentatore.

Avendo fatto anche io il barista nel bar aziendale delle poste di Roma Termini dove in un quarto d’ora dovevi servire almeno 20 caffè e 5 cappuccini, muovendoti come Charlot nelle comiche, pensavo che i compagni sovietici esageravano in lentezza.

Eppoi mi domandavo: questi lavoratori contano davvero qualcosa nella direzione delle aziende dove lavorano e del paese in cui vivono? Insomma ero scettico su quella frase altisonante.

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La democrazia dei Manganelli – “Alla legge si ubbidisce e basta”

Varato il decreto riguardo l’emergenza rifiuti nel napoletano, 10 nuovi siti di stoccaggio. A chiaiano, uno dei siti, tafferugli e scontri tra manifestanti e polizia. Numerosi i compagni feriti e arrestati.

Una nuova stagione di repressione ha inizio

“Alla legge si ubbidisce e basta” ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino (centrosinistra), in merito agli scontri tra polizia e manifestanti a Chiaiano. “Il mio augurio e invito è che la polizia usi il massimo di comprensione possibile e il minimo di forza, però è anche evidente una cosa, che i cittadini si devono rendere conto che la situazione è cambiata, adesso ci troviamo di fronte a una legge firmata dal presidente del consiglio e controfirmata dal presidente della Repubblica”.

Ecco alcune foto della protesta: http://napoli.indymedia.org/node/4158

Ecco un video: http://www.youtube.com/watch?v=IdGTFR0wuZ4

Per ulteriori informazioni consultare Indymedia e La Repubblica