da Dazebao.it
Il dato è certo, le problematiche del Lavoro ed in particolare la questione dell’articolo 18, hanno bisogno di una condivisione e di una convergenza ampia, e non di una prova di forza unilaterale.
Il Presidente della Repubblica si è ancora una volta espresso dando più che una semplice impressione di fare sponda a possibili (se non quasi certe) decisioni assunte dal governo. “Quello delle crisi aziendali è il problema più drammatico, le aziende chiudono e i lavoratori rischiano di perdere il posto”, ha spiegato Napolitano. E tutto ciò succede non a causa “dell’articolo 18 ma attraverso il crollo delle attività produttive”. La confusione che si sta generando sembra più che certa. In risposta alla parole del Presidente non sono mancate quelle rilasciate dal capogruppo alla camera Massimo Donadi che non ha mancato di sottolineare l’insensatezza della decisione del governo: “Ha ragione Napolitano quando dice che il problema principale è la crisi che porta migliaia di aziende a chiudere ogni anno. Come dimostrano i 100.000 licenziamenti collettivi l’anno che ci sono stati dall’inizio della crisi ad oggi. Oltre ai 600.000 che stanno per arrivare per le aziende che hanno ormai concluso tutto il periodo di cassa integrazione e di mobilità. Il parlamentare dell’IDV non fa sconti e rilancia affermando che “Questa pseudo-riforma toglierà soltanto diritti e tutele a chi già oggi ne ha poche di fronte alla gravità della crisi e non rafforzerà in nessun modo le aziende italiane. L’eliminazione dell’Art.18, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, produrrà soltanto due cose: tensioni sociali e maggiori licenziamenti e, con riferimento a questi ultimi, una generalizzata ‘rottamazione dei cinquantenni”.
Il fronte politico sembra frammentato, ma in realtà, quando si pone la domanda sull’appoggio al governo Monti, rispuntano gli istinti velleitari che hanno mosso a suo tempo gli stessi sponsor della “soluzione tecnica” da affidare a Monti (con il PD ovviamente in testa!).
Crediamo sia necessario che le parole dello stesso Presidente della Repubblica siano analizzate bene e meglio, specialmente quando, rivolgendosi alla stampa, afferma di “Non credere al fatto che noi stiamo per aprire le porte ad una valanga di licenziamenti facili sulla base dell’articolo 18”. Ci chiediamo su quali basi lo stesso Napolitano, di fronte alla preoccupazione dilagante nel Paese, risponde ai giornalisti affermando che “Bisogna sapere a cosa si riferisce l’articolo 18”. C’è una netta discordanza tra Napolitano (che parla di “non conoscenza del significato dell’art.18) e la posizione sia dei sindacati che di storici conoscitori dell’argomento quali Sergio Cofferati che non mostra dubbi in proposito: “Lotta dura e cambiamenti profondi da parte del governo sulla riforma del lavoro. Se non avverranno il PD deve votare contro il testo annunciato. Così com’è non può essere votato dai democratici”. L’europarlamentare del PD rincara la dose affermando che “Aggiustamenti piccoli potrebbero non bastare”. Lo storico ex leader della Cgil spiega che “la discussione sul mercato del lavoro è fuorviante, e che il tema principale è la crescita”, a dimostrazione del fatto che “Monti impegna le sue energie a discutere la riorganizzazione di una cosa che non c’è. Questa cosa che manca è il lavoro”. Leggi tutto “Riforma del lavoro: il governo detta, i partiti si sfaldano. Esiste ancora il Parlamento?”