La Federazione Livornese del Partito della Rifondazione Comunista porge l’ultimo saluto al compagno Renzo Belcari, a lungo segretario del nostro circolo di Cecina, venuto a mancare stamane. La determinazione, l’impegno, la passione con cui ha sempre condotto la lotta politica continuano ad esserci di esempio.

Il compagno ci ha lasciati all’età di ottant’anni, dopo una vita attraversata dall’impegno politico, dalle lotte sindacali e da una profonda attenzione verso le persone più fragili.
Comunista di solida formazione culturale e politica, ha saputo tradurre le proprie convinzioni in un impegno quotidiano, mantenendo fino alla fine quella curiosità intellettuale, quella passione per il confronto e quella fiducia nella possibilità di cambiare la società che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
La sua storia politica e lavorativa si è sviluppata soprattutto in Piemonte, dove si era trasferito negli anni Settanta. Per quasi trent’anni ha lavorato alla Michelin di Pinerolo, vivendo da protagonista una stagione di grandi conflitti operai. Combattivo sindacalista della CISL, fu particolarmente attivo nelle mobilitazioni per i diritti dei lavoratori, distinguendosi per la determinazione con cui sosteneva le rivendicazioni operaie.
Dopo avere lasciato il lavoro di fabbrica il compagno Belcari si dedicò al mondo della cooperazione sociale, lavorando con le realtà che si occupavano dell’accoglienza e dell’inserimento nella società delle persone con disagio psichico, nel solco della grande trasformazione avviata dalla legge Basaglia e dalla chiusura dei manicomi.
Cominciò come volontario, diventando successivamente operatore sociale e assumendo, negli ultimi anni della sua attività lavorativa, anche responsabilità dirigenziali all’interno di una cooperativa. Fu un lavoro al quale si dedicò con particolare generosità, accompagnando le persone affidate alle sue cure anche in viaggi e soggiorni in diverse parti d’Italia. In un’epoca in cui l’uscita dalle istituzioni manicomiali poneva problemi enormi di accoglienza, assistenza e inclusione, Renzo contribuì concretamente a costruire percorsi di autonomia e dignità per persone spesso prive di sostegno familiare.
Parallelamente proseguì il suo impegno politico. Militò inizialmente in Democrazia Proletaria e successivamente nel Partito della Rifondazione Comunista, al quale dedicò una parte importante della propria vita. Negli anni Novanta partecipò anche al servizio d’ordine della Segreteria nazionale del PRC, in occasione di iniziative politiche a Torino, collaborando con le autorità preposte alla sicurezza.
Nei primi anni 2000 tornò a Cecina, dove continuò a mettere la propria esperienza al servizio della comunità politica locale. Fu a lungo segretario del circolo di Rifondazione Comunista e partecipò attivamente alla vita politica cittadina, candidandosi anche alla carica di sindaco e ricoprendo il ruolo di consigliere comunale.
Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua grande cultura letteraria e politica, la passione con cui affrontava ogni discussione e una naturale predisposizione al confronto, anche acceso, che nasceva dalla profondità delle sue convinzioni.
La moglie, ricordandolo, ha detto che Renzo ha combattuto per tutta la vita. È forse questa l’immagine che meglio restituisce il senso del suo percorso: quello di un uomo che ha creduto profondamente in un’idea di emancipazione collettiva e che ha cercato, con tenacia e coerenza, di darle concretezza.











