Iniziative 1-6 novembre

Dopo la bellissima manifestazione di ieri, ecco i prossimi impegni a cui invitiamo tutte e tutti a partecipare! Bisogna unire le lotte, costruire una prospettiva politica.

– domenica 1 novembre, 17:00, P.zza Grande: presidio a difesa del Conservatorio Mascagni

– mercoledì 4 novembre, 17:30, p.zza Magenta: manifestazione antimilitarista

– venerdì 6 novembre, 17:30, Bottega del caffé: incontro pubblico su carovita, guerra e repressione

Non dimentichiamo poi che purtroppo è previsto lo sgombero degli orti urbani di Via Goito per il 3 novembre, quindi potrebbe esserci la necessità di un presidio di emergenza!

Venerdì 30, oltre 10.000 persone in piazza a Livorno

Oggi è stata una grande giornata anche a Livorno, come in tante piazze d’Italia, per lo sciopero generale indetto da USB ed altri sindacati di base contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita, contro la repressione dei manifestanti; e per la giornata internazionale di azione contro i traffici di armi.

Tantissime e tantissimi livornesi in piazza, porto bloccato, avanti! Uniamo le lotte!

Conservatorio Mascagni, Rifondazione Comunista aderisce alla mobilitazione del 1° novembre

La Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà agli studenti, ai docenti e al personale del Conservatorio Pietro Mascagni e aderisce alla mobilitazione cittadina promossa per domenica 1° novembre, a sostegno di un’istituzione la cui continuità e autonomia devono costituire una priorità per le amministrazioni pubbliche.

Il drastico ridimensionamento del contributo comunale, passato dai circa 320mila euro annui garantiti fino al 2024 ai 50mila del 2025, con una disponibilità prospettata di appena 20mila euro per il 2026, pone una questione politica che non può essere elusa. Parliamo della principale istituzione universitaria livornese, di un presidio di formazione superiore che offre opportunità di studio e crescita professionale e contribuisce da decenni alla vita culturale della città.

La statizzazione del Mascagni non può diventare il pretesto per un progressivo disimpegno degli enti locali. Il finanziamento pubblico dell’istruzione e della cultura costituisce una responsabilità collettiva, tanto più quando sono in discussione la continuità delle attività formative, le condizioni di studio e la possibilità di mantenere a Livorno un’istituzione autonoma e qualificata.

Accogliamo positivamente l’apertura di un confronto tra Comune e Conservatorio per la definizione di un accordo pluriennale. Riteniamo tuttavia indispensabile che a questa disponibilità seguano rapidamente stanziamenti adeguati, impegni vincolanti e tempi certi. Anche il futuro Teatro Lazzeri, destinato a rappresentare un’importante risorsa culturale per la città, richiederà una programmazione economica che ne assicuri la piena fruibilità.

Rifondazione Comunista sarà al fianco della comunità del Mascagni nella mobilitazione del 1° novembre. La difesa dell’istruzione pubblica e del diritto alla cultura riguarda tutta Livorno, soprattutto le giovani generazioni e chi, senza un’offerta formativa pubblica accessibile e di qualità, vedrebbe restringersi ulteriormente le proprie possibilità.

Venerdì 30 ottobre sciopero generale: iniziative a Livorno

La Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale indetto da USB ed altri sindacati di base per questo venerdì 30 ottobre, e invita a partecipare alle manifestazioni cittadine (ore 6:00 rotatoria del Ponte Genova, ore 9:00 p.zza Cavour).

La mobilitazione contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita, contro la repressione dei manifestanti coincide con la seconda giornata internazionale di azione contro i traffici di armi: sono tutti temi rispetto ai quali auspichiamo, come sempre, la più ampia convergenza e mobilitazione da parte della cittadinanza e delle organizzazioni della classe lavoratrice

Rifondazione Comunista Livorno: povertà e indebitamento in Toscana, serve un cambio radicale delle politiche economiche

A proposito del rapporto Ires sull’indebitamento delle famiglie toscane appena pubblicato: i numeri che contiene sono impressionanti anche se purtroppo non ci stupiscono, vista la realtà economica che viviamo ogni giorno sui nostri territori.

Il 5% della popolazione toscana è in povertà assoluta, il 13% è a rischio deprivazione, l’8% è in condizione di “povertà lavorativa”: cioè sotto la soglia di povertà nonostante lavori.

Il 70% dei toscani ha debiti. Di questi, un terzo sono prestiti personali per ottenere liquidiità immediata.

Quasi l’8% della popolazione attiva è ricorso alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Il 15% dei toscani ha dichiarato di aver dovuto rinunciare a spese mediche per motivi economici o per via delle liste di attesa.

60.000 toscani ogni anno ricorrono a compro oro o banchi dei pegni per ottenere della liquidità.
La Toscana è quarta regione italiana per numero di pignoramenti di immobili; e anche se questi stanno diminuendo per gli effetti della riforma Cartabia, aumentano significativamente i pignoramenti di veicoli.

Nel complesso, la Toscana è ai vertici nazionali per esposizione finanziaria e credito al consumo: i toscani si stanno indebitando per spese condominiali, per la macchina che si rompe all’improvviso, per una visita medica.
Nella provincia di Livorno il debito medio al consumo con banche o finanziarie è di 7.679 euro a famiglia. Secondo la Cgia di Mestre, con questo numero la nostra provincia è 15esima in Italia su 107 in questa triste classifica.

Il segretario regionale Cgil Rossi punta il dito sulle responsabilità del capitalismo finanziario e predatorio e della rendita immobiliare e il presidente Ires Toscana Brotini e il ricercatore Cagioni indicano, tra le risposte necessarie ad uscire dalla crisi, il sostegno alla reindustrializzazione in settori strategici e l’orientamento della spesa pubblica verso infrastrutture sociali e ambientali.
Per Rifondazione Comunista si tratta di priorità assolute. Una vera programmazione economica a vantaggio delle classi popolari, la ricostruzione di un efficace sistema di welfare, la restituzione ai salari di un pieno potere di acquisto sono obiettivi per noi essenziali ed incompatibili con l’economia iperfinanziarizzata e bellicista perseguita dal governo Meloni. I governi locali sono in prima linea nell’affrontare le difficoltà dei cittadini ma sono strangolati dalle politiche di Governo e Unione Europea che hanno scelto il riarmo. Qualcosa comunque possono e devono fare: Livorno dovrebbe puntare su reindustrializzazione green, settori ad alto valore aggiunto e attività manufatturiere collegate alla vocazione portuale della città; puntare su turismo e speculazione immobiliare come leve di sviluppo non ci farà certo uscire dalla “terziarizzazione debole”. 

Siamo a fianco degli adolescenti, degli studenti, degli autotrasportatori, degli agricoltori, dei pescatori e di tutte le categorie che manifestano: nei numeri e nelle proposte del rapporto Ires troviamo risposte economiche strutturali vere e ragionate, rispetto alla risposta repressiva messa in campo dal Governo che sposta l’attenzione dal vero allarme: quello economico e sociale.

Marco Chiuppesi – Segretario Federazione Livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

17 ottobre: a Roma per la Via Maestra!

Anche Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e alla grande manifestazione “La via maestra” di oggi a Roma!

100.000 persone insieme per difendere lavoro, pace, Costituzione e contro le politiche antipopolari del governo Meloni! Presente una delegazione della Federazione livornese del PRC ✊🏽